CIRIE’ – La Città di Cirié celebra il Giorno del Ricordo 2023 con “Bora”, una serata pensata per mantenere
viva la memoria dell’Esodo dalle loro terre da parte di istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra, e più in generale rinnovare la memoria delle vittime delle foibe e di tutte le persecuzioni.
Giovedì 9 febbraio, alle 20.45, in Biblioteca A. Corghi verrà darà vita a una narrazione mista, composta da filmati e da letture, che non solo riassumeranno i fatti storici legati all’Esodo e al tragico destino di tanti italiani morti nelle foibe, ma che aiuteranno anche a capire le ripercussioni di quelle vicende sulla storia contemporanea di quelle terre e dell’Italia in generale.
“Bora” – il titolo della serata – riprende una delle storie che verranno narrate; il libro “Bora. Istria, il vento dell’esilio” di Anna Maria Mori e Nelida Milani tratta infatti le vicende delle due autrici che ebbero destino diverso proprio alle soglie dell’Esodo: la famiglia di una scelse di rimanere, l’altra invece lasciò la nativa Pola per l’Italia. Ne deriva un confronto epistolare drammatico e intimo, ricco di aneddoti e riflessioni che verrà animato dalle letture a doppia voce organizzate dallo staff della Biblioteca A. Corghi.
Oltre a questo sofferente vissuto, la serata sarà anche l’occasione per scoprire musicisti, compositori e attori che hanno tratto ispirazione dall’Esodo e ne hanno fatto il cuore di alcune loro opere.
La serata è ad entrata libera e gratuita. ≪La memoria dei tragici eventi che caratterizzarono l’Esodo degli istriani, fiumani e dalmati dalle loro terre – dichiara il Sindaco di Cirié Loredana Devietti – deve essere mantenuta viva attraverso iniziative che stimolino la riflessione su tutte le persecuzioni, di ieri e di oggi. Siamo tutti chiamati a vigilare per prevenirle, sensibilizzando soprattutto i più giovani sulla necessità di non abbassare mai la guardia rispetto a ogni violazione dei diritti umani. Mentre gli spettri dell’intolleranza sembrano incombere nuovamente sull’Europa e sul mondo intero, appare più che mai necessario fare i conti con questa parte della nostra storia, anche alla luce della guerra che sta devastando il confine orientale dell’Europa≫.
